Differenza tra tettoia e pergolato: il dettaglio che si trasforma in abuso edilizio

Differenza tra tettoia e pergolatoIl vostro spazio aperto ha bisogno di una copertura? Immaginate già di trascorrere l’estate sul vostro terrazzo o nel vostro giardino, finalmente nella frescura della penombra? Cosa scegliete, una tettoia o un pergolato? La questione, ai fini del risultato, potrebbe sembrare di poco conto. Eppure, nella differenza tra tettoia e pergolato, si annida il rischio di compiere un abuso edilizio.

Per capire quali sono gli elementi che differenziano queste due strutture edilizie minori, partiamo dalla loro definizione.

Per pergolato s’intende una struttura aperta ai lati esterni e nella parte superiore che ha la funzione di creare ombra. Il pergolato è un manufatto di modeste dimensioni realizzato in struttura leggera (legno o altro materiale) che può essere facilmente amovibile, perché privo di fondamenta e non infisso al pavimento né alla parete dell’immobile, alla quale può essere addossato (dev’essere una struttura precaria). Sulla definizione di pergolato si sono espressi più volte i giudici del Consiglio di Stato. Per installare un pergolato (così inteso) non è necessario il permesso di costruire (per saperne di più sul tema, leggete questo approfondimento).

Con tettoia (o pensilina) si fa riferimento a una struttura utilizzata come riparo, che aumenta la superficie abitabile dell’immobile. In questo caso, il permesso di costruire è obbligatorio.

Dalla differenza tra tettoia e pergolato si può trarre una regola generale sull’installazione delle opere edili minori: lì dove la struttura è accessoria e precaria, non sussiste l’obbligo di chiedere il permesso di costruire. Quando la struttura è più consistente, atta a incrementare lo spazio abitativo, ancorata a opere in muratura e con chiusure fisse si tratta di una vera e propria opera edilizia e necessita dei permessi.

 

Fonte immagine: keitaly.it