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Recupero abitativo dei sottotetti nella Regione Lazio

Recupero abitativo dei sottotettiIl recupero abitativo dei sottotetti può essere una valida soluzione per creare nuovi ambienti vivibili e di grande suggestione. La normativa locale, però, pone alcuni vincoli ben precisi per la fattibilità di questo intervento di ristrutturazione che interessa gli ambienti a diretto contatto con il tetto.

I solai e i vani creati dalle pendenze dei tetti a spiovente, possono essere trasformati in mansarde, studi privati o anche, in alcuni casi, in piccoli appartamenti indipendenti (qualora l’unità abitativa disponesse anche di un box o posto auto).

Esistono alcuni vincoli di normativa edilizia nazionale che possono essere ritenuti comuni a tutti i regolamenti regionali e comunali. Per ciò che riguarda la Regione Lazio, invece, si deve fare riferimento alla legge 13/2009.

Partiamo dalla definizione di sottotetto. Secondo l’art. 2 della legge del Lazio, si definiscono sottotetti: i volumi sovrastanti l’ultimo piano dell’edificio o di sue parti, compresi nella sagoma di copertura, non computati come volumi residenziali.

Luminosità e arieggiamento – Per ciò che riguarda l’illuminazione e gli apporti d’aria la legge del Lazio è tra le più permissive. Il rapporto tra i volumi del sottotetto e vani finestra deve essere di 1/16.

Altezza del soffitto – Esiste un limite d’altezza media dei soffitti, affinché si possa procedere al recupero abitativo dei sottotetti. La misura, definita dalla normativa nazionale è di 2,7 metri. Le norme regionali ammettono alcune eccezioni a questa disposizione. La legge regionale del Lazio prevede un’altezza media di 2,40 metri (riducibile a 2,20 metri) e altezze minime di 1,5 metri per i locali abitativi e i 1, 4 metri per i servizi (nei casi di soffitto non orizzontale). Anche ove non si disponesse di un’altezza adeguata, esistono alcune alternative.

Innalzamento del tetto – la legge 13/2009 della Regione Lazio prevede la possibilità d’innalzamento della linea di colmo o l’appiattimento della pendenza delle falde per il raggiungimento dei limiti medi previsti per l’altezza del soffitto. Per far questo, però, si deve rispondere agli eventuali vincoli imposti alle modifiche edilizie alla facciata dell’abitazione.

L’intervento di recupero abitativo dei sottotetti è, in ogni caso, vincolato al rispetto delle caratteristiche architettoniche dell’edificio e delle prescrizioni igenico-sanitarie di un ambiente abitabile.

Il recupero dei sottotetti deve, inoltre prevedere misure di isolamento e di bioedilizia per non incidere in senso negativo sull’efficienza energetica dell’edificio (fonti energetiche rinnovabili, recupero delle tradizioni costruttive biosostenibili, isolamento termico…).

 

Fonte immagine: gruppoforest.it