Qual è la differenza tra luci e vedute?

Differenza luci veduteUna domanda legittima: qual è la differenza tra luci e vedute? Per una definizione di questi due tipi di aperture sulla facciata di un edificio, andiamo a vedere cosa dice il Codice civile sull’argomento.

Gli artt. 900 e seguenti del C.c. dicono che le aperture possono essere di due tipologie e, oltre a definire la differenza tra le due tipologie, individuano alcuni limiti e obblighi che riguardano il rispetto del vicinato:

Luci – se pensate per fornire passaggio di luce e aria, ma non permettono l’affaccio sul fondo del vicino. Le luci che si aprono sul fondo del vicino devono:

  • Prevedere un’inferriata di sicurezza;
  • Prevedere una grata fissa in metallo, con maglie non superiori ai tre centimetri quadrati;
  • essere poste a un’altezza di almeno due metri e mezzo misurati dal suolo del locale al quale si vuole fornire aria e luce (due metri se il locale non è a piani superiori);
  • essere poste a un’altezza di almeno due metri e mezzo dal suolo del fondo del vicino.

Vedute (o prospetti) – se permettono di affacciarsi, guardare frontalmente, obliquamente o lateralmente. Tra le vedute sono da ricomprendere non solo le finestre e i balconi, ma ogni tipo d’affaccio che non rientri nella definizione di luce.

Le vedute che forniscano vedute dirette verso il fondo del vicino devono rispettare le distanze previste dall’art 905 del C.c. (un metro e mezzo), a meno che i due fondi non siano separati da una via pubblica.

Nella differenza tra luci e vedute si giocano molte contese tra privati che contrappongono il diritto di godere del proprio bene, al diritto di tutelare la propria privacy.